Profilassi per l'Endocardite batterica.

PROFILASSI ANTIBIOTICA PER L’ ENDOCARDITE BATTERICA IN PREVISIONE DI MANOVRE ODONTOIATRICHE INVASIVE (American Hearth Association).

Le linee guida del­l'American Heart association riguarda­nti l'uso di antibiotici, sono state recente­mente aggiornate e pub­blicate sul numero di aprile 2007 della rivista Circu­lation. Ci sono al­cune novità anche nel campo dell'odontoiatria: molti dei pazienti con patologie cardiache per i quali fino a oggi era rac­comandata la profilassi antibiotica prima di un trattamento odontoiatri­co, non ne avranno più bisogno in futuro.
Dall'a­nalisi delle evidenze scientifiche, emerse negli ultimi anni, infatti, è ri­sultato che per diverse patologie cardiache, non vi è un reale rischio di contrarre l'endocardite infettiva, motivo per il quale gli antibiotici veni­vano prescritti.

I pazienti che secondo le nuove linee guida, po­tranno evitare l'uso pre­ventivo di antibiotici, sono quelli che presen­tano:
prolasso della val­vola mitralica, pregressa febbre reumatica senza disfunzione valvolare, disfunzione valvolare ac­quisita, stenosi aortica calcificata e malattie congenite come la car­diomiopatia ipertrofica e difetti del setto ventrico­lare e del setto atriale.

Per decenni l'American Heart Association ha raccomandato anche a questi pazienti l'utilizzo preventivo di antibiotici in caso di trattamento odontoiatrico per evita­re l'endocardite, un'in­fezione rara ma che nei casi più gravi può met­tere a rischio la vita del paziente e che si può sviluppare quando il cuore è raggiunto attra­verso il flusso sanguigno da batteri come strepto­cocchi che normalmente risiedono nel cavo orale e che possono dare ini­zio a un processo infet­tivo che coinvolge l'en­docardio valvolare.

I risultati degli studi scientifici realizzati negli ultimi anni dimo­strano che, per i pazien­ti precedentemente in­dicati, i possibili benefi­ci dell'assunzione di an­tibiotici sono inferiori ai rischi quali eventuali reazioni indesiderate. - Inoltre, hanno dimo­strato i ricercatori, il_ cuore di questi pazienti potrebbe comunque es­sere raggiunto da batte­ri che possono entrare nel flusso sanguigno attraverso piccole ferite causate, per esempio, da attività quotidiane come spazzolare i denti o passare il filo inter­dentale.

I pazienti per i quali, in­vece, rimane la necessità della profilassi antibioti­ca sono principalmente coloro che presentano valvole cardiache artifi­ciali, che hanno già sof­ferto di endocardite bat­terica o pazienti che hanno subito un trapian­to di cuore e presentano problemi nel funziona­mento delle valvole car­diache.

Per quanto riguarda tutta la parte relativa al­l'odontoiatria le linee guida sono state realiz­zate in collaborazione con l'American Dental Association, che ha de­ciso di renderle disponi­bili per la lettura sul proprio sito internet (www.ada.org/goto/en­docarditis); proprio nei messaggi chiave delle linee guida l'associazio­ne ha voluto sottolinea­re che, per i pazienti che non soffrono di disturbi cardiaci gravi, una delle migliori attività di profi­lassi è comunque quella di mantenere una cor­retta igiene orale, per ri­durre la carica batterica presente nel cavo orale e minimizzare così il ri­schio di passaggio dei batteri.

Patologie o fattori di rischio per cui è consigliata la profilassi antibiotica:

precedenti episodi di endocardite.

protesi valvolare.

interventi chirurgici per correzione o costruzione di shunt polmonari o sistemici.

Tutte le procedure odontoiatriche sono da considerarsi a rischio e necessitano di profilassi.

La profilassi si effettua con: 2 g di amoxicillina 1 ora prima della procedura (bambini 50 mg/kg)

Dr. Riccardo Della Ciana


Documenti Correlati
Nessun documento presente

Argomenti Correlati
Nessun articolo presente

Link Consigliati

Valid HTML 4.01 Transitional